• conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotipi, di valori scenici o panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici, idrogeologici, ed ecologici;
  • applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare un'integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e tradizionali;
  • promozione di attività di educazione, formazione e ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili;
  • difesa e ricostruzione degli equilibri idraulici e idrogeologici.

•  Parco Nazionale: è usato per aree molto estese all'interno delle quali possiamo trovare due o più settori ecologicamente diversi. Possono essere parzialmente alterati dalla presenza umana ma devono costituire un gran valore naturale. Devono essere d'interesse nazionale o internazionale, ambienti tipici di una certa zona e famosi per presenze particolari.

•  Parchi Naturali Regionali ed interregionali: aree di notevole estensione non ancora trasformate dalla civiltà industriale e metropolitana intensiva, idonea ad accogliere la prioritaria esigenza della conservazione ed in cui possano trovare spazio l'educazione e la ricreazione all'aria aperta per il tempo libero.

•  Riserve naturali: aree d'estensione limitata possibili addirittura ad essere identificate con un singolo biotopo, che rappresentino aspetti peculiari di determinate zone, pregevoli dal punto di vista ecologico e scientifico.

•  Zone umide di interesse internazionale: le Zone umide di interesse internazionale sono aree costituite da zone paludose, torbiere, zone naturali o artificiali d'acqua. Sono comprese le zone di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non superi i sei metri. Queste zone possono essere considerate di importanza internazionale secondo la convenzione di Ramsar, per le loro caratteristiche.

•  Altre aree naturali protette: la regione costiera è disciplinata da una legislazione specifica che regolamenta le attività che vi risiedono come l'edilizia, la pesca, gli scarichi a mare. Le possibili limitazioni riguardano solo il numero delle persone che possono accedere all'area e le attività ricreative legate a loro come pesca, balneazione, diporto ecc.. Si dividono in aree istituite ed aree a gestione privata o pubblica, le prime istituite con leggi regionali e le seconde con provvedimenti formali pubblici.

•  Aree di reperimento terrestri e marine: le Aree di reperimento, sia marine che terrestri, e che vengono indicate dalle leggi 394/91 e 979/82, costituiscono le zone la cui conservazione attraverso le aree protette è considerata in modo prioritario.